• 3 Novembre 2026 16:03

Vip SETTIMANALE

Il gossip e l'informazione della settimana

Il gran finale della Festa del Cinema di Roma

DiMario Altomura

Nov 3, 2026
Festa del Cinema ph webFesta del Cinema ph web

Dalla proclamazione del Miglior Film alle anteprime internazionali: tutte le emozioni del gran finale di stagione

La ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma si è conclusa con la cerimonia di chiusura svolta sabato 24 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Durante l’evento all’interno della Sala Petrassi, iniziato alle ore 17 e presentato da Ema Stokholma, sono stati attribuiti i riconoscimenti ufficiali della rassegna.

Nel Concorso Progressive Cinema, la giuria presieduta dal regista e sceneggiatore polacco Jan Komasa, insieme alla produttrice e attrice brasiliana Alice Braga, all’artista giordana, palestinese e canadese Saja Kilani, al regista e montatore spagnolo Carlos Marques-Marcet e al regista italo-americano Alessio Rigo de Righi, ha esaminato diciotto titoli per assegnare le statuette relative a Miglior Film, Gran Premio della Giuria, Miglior regia, Miglior sceneggiatura, Miglior attrice, Miglior attore e Premio speciale della Giuria. Le opere in competizione erano Brianza di Simone Catania, Ceniza en la boca (Ashes) di Diego Luna, Closure di Michał Marczak, Congo Boy di Rafiki Fariala, Dua di Blerta Basholli, Eurotrash di Frauke Finsterwalder, Gæsten (The Guest) di Mads Mengel, Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, I Love Boosters di Boots Riley, I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard, The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, Mustang di Kasia Smutniak, Sants di Mikel Gurrea, Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls) di Dina Duma, Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) di Aung Phyoe, Uļa (Ulya) di Viesturs Kairišs, Voilà, c’est fini di Gustave Kervern e Yesterday the Eye Didn’Didn’t Sleep di Rakan Mayasi. Il pubblico presente ha invece votato per l’assegnazione del Premio del Pubblico Terna.

Per quanto riguarda il Premio Miglior Opera Prima Poste Italiane, quattordici pellicole sono state valutate dalla presidente Ludovica Rampoldi, dalla regista francese Pauline Loquès e dal regista romeno Corneliu Porumboiu. Oltre ad alcuni titoli del concorso principale (Congo Boy, Gæsten, Thit-Thee Khu e Yesterday the Eye Didn’t Sleep), la selezione ha compreso le opere della sezione Freestyle: 7 anniversari di Sabrina Iannucci, Bloques erráticos (Erratics) di Thomas Woodroffe, Cambogia di Valerio Lundini, Clementine Orange di Lisa Forslund, Club Kid di Jordan Firstman, Lady di Olive Nwosu, Mecenaten (The Patron) di Julia Thelin, The State of Us diretto da Jake Harvey e Ollie Gardner, Tangles di Leah Nelson ed El tren fluvial (The River Train) di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale.

Il Premio al Miglior Documentario è stato assegnato da una giuria guidata da Roberto Minervini insieme ad Andrea Queralt e Jessica Sarah Rinland. I quattordici documentari considerati includevano Closure e Mustang, oltre a dodici proiezioni degli Special Screenings: Alea Jacarandas di Hassen Ferhani, Birds of War di Janay Boulos e Abd Alkader Habak, Dans la gueule de l’ogre di Mahsa Karampour, Elza di Eryk Rocha, Un hiver russe di Patric Chiha, Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie di Alex Gibney, Nowruz – Nuovo giorno di Francesco Cannavà, Rehearsals for a Revolution di Pegah Ahangarani, The Secret Reading Club of Kabul di Shakiba Adil ed Elina Hirvonen, La stanza degli altri di Enrico Maisto, Tin Castle di Alexander Murphye e To Hold a Mountain di Biljana Tutorov e Petar Glomazić.

Nel corso della giornata è stato inoltre inaugurato il Premio Gillo Pontecorvo, conferito al film Notre salut di Emmanuel Marre, opera presentata nella sezione Best Of e acclamata a Cannes 2026. La consegna è avvenuta in Sala Petrassi per mano di Marco Pontecorvo, figlio di Gillo Pontecorvo, d’intesa con la direzione artistica. Sempre nella sezione Best Of, il Teatro Studio Gianni Borgna ha ospitato Ben’Imana di Marie-Clémentine Dusabejambo, pellicola vincitrice della Caméra d’or incentrata sulle dinamiche della convivenza successive al genocidio dei Tutsi.

Sfilate sul red carpet e proiezioni speciali

La sezione Freestyle Serie, realizzata in partnership con la Roma Lazio Film Commission, ha portato ospiti internazionali sul tappeto rosso. Presso la Sala Sinopoli si è tenuta l’anteprima mondiale del primo episodio della seconda stagione di All’s Fair, con un red carpet affollato da Kim Kardashian, Naomi Watts, Niecy Nash-Betts e Sarah Paulson, interpreti delle vicende dello studio legale Grant, Ronson & Greene. Subito dopo è stata proiettata l’opera La famiglia Panini – L’avventura delle figurine diretta da Letizia Lamartire, con Serena Rossi nel ruolo della matriarca Olga, custodia del celebre incitamento «Andiamo a vedere!» che ha guidato l’edicola modenese del dopoguerra fino al successo di Messico 1970.

Il cartellone delle anteprime ha visto al Teatro Studio Gianni Borgna la prima mondiale di Riverrun, incursione nella finzione dell’artista visivo Philippe Parreno interpretata da Charlotte Gainsbourg, Zoe Saldaña e Vicky Krieps. Il MAXXI ha accolto Lucia Di Luciano di Fabio Cherstich, ritratto della pittrice scomparsa a inizio 2026, The Oligarch and the Art Dealer di Andreas Dalsgaard (presentato insieme ad Antoine Harari e Ines Bensalem) e Pinocchio, il bambino del mondo di Paolo Borraccetti, realizzato con rari archivi per il bicentenario di Collodi e arricchito dai contributi di Francesca Comencini, Guillermo del Toro, Caroline Anthérieu-Yagbasan e Narges Ghorbani. Si sono aggiunti i documentari Alla tua partenza sarà notte di Nicolò Ribolla e Once Upon a Time in Harlem di William Greaves e David Greaves.

I classici della storia del cinema ed eventi professionali

Presso la Casa del Cinema, la sezione Storia del Cinema ha proposto il kolossal sovietico The Circus di Grigorij Aleksandrov in omaggio a Goffredo Fofi con introduzione di Anna Antonelli. A dieci anni dalla morte di Ettore Scola, sono stati proiettati il cortometraggio ‘43-’97 e il documentario Laura Betti, una disperata vitalità di Peter Marcias. La programmazione ha compreso anche il restauro targato Disney e Park Circus di Fight Club di David Fincher e la proiezione di Shame di Steve McQueen con Michael Fassbender, programmata nell’ambito del tributo a Tessa Ross.

L’Auditorium Parco della Musica ha fatto da cornice alla sesta edizione dello Z-PITCH Contest organizzato con NABA all’interno delle iniziative UNESCO Rome City of Film, oltre all’incontro con Donatella Finocchiaro per la rassegna Roma Lazio in serie presso l’AuditoriumArte. L’evento si è concluso con le consuete repliche di fine rassegna affollate dal pubblico nelle sale dell’Olimpico ACEA e del Giulio Cesare.