• 8 Settembre 2026 12:45

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Greta Scarano a Venezia: un forte segnale contro la violenza

DiMario Altomura

Set 7, 2026
Greta Scarano ph IGGreta Scarano ph IG

Nel corso della Mostra del Cinema, l’interprete unisce glamour e impegno portando al centro un tema cruciale

Greta Scarano ha scelto la ribalta del Festival del Cinema di Venezia per tramutare una semplice passerella in un deciso e forte segnale contro la violenza di genere e i femminicidi. Sul tappeto rosso riservato alla proiezione di The Echo Chamber, la pellicola firmata da Andrea Pallaoro, l’interprete ha catalizzato i flash dei fotografi attraverso una rapida esibizione dall’alto peso simbolico, affidando a un’azione visiva ciò che i discorsi faticano a esprimere.

Un gesto simbolico sul red carpet

Giunta al Lido fasciata dentro a un abito lungo color rosso vivo e d’impatto scenico, Greta Scarano si è servita del rossetto per segnare la propria guancia con una linea. Immediatamente dopo ha proteso la mano verso gli operatori e le macchine fotografiche, compiendo un atto inequivocabile che richiamava lo stop alla violenza. Bastano pochi istanti e nessuna didascalia esplicativa, mentre la tonalità della veste e il tratto impresso sul viso si fondevano in un unico messaggio visivo, ideato per focalizzare i riflettori su una piaga sociale che domina costantemente i quotidiani. Questa mossa risulta assai rilevante per un’artista sbarcata all’evento cinematografico con un compito di primo piano, ovvero la conduzione delle serate inaugurali e finali al fianco di Nicolas Maupas.

Il ruolo istituzionale e l’impegno civile

Un incarico prestigioso e formale che, nondimeno, non ha mutato la sua attitudine a schierarsi apertamente sui temi ritenuti urgenti. Greta Scarano lo aveva evidenziato già prima dell’inizio della kermesse, chiarendo di non aver mai temuto di esprimere pubblicamente le proprie idee e di non ritenersi obbligata a una maggiore cautela per via del compito ufficiale assunto nella laguna. La sua camminata sul tappeto rosso avvalora dunque una traiettoria ben definita, volta a sfruttare la cassa di risonanza di un grande evento globale per riportare in primo piano argomenti sociali che non possono finire in secondo piano. In tal modo, Venezia diventa nuovamente qualcosa che va oltre la semplice sfilata di moda. Tra abiti d’alta sartoria, lampi dei flash e la grandiosità della macchina cinema, la performance di Greta Scarano ha inserito un elemento differente, severo e imprescindibile.

Una carriera tra cinema e prese di posizione

Non è d’altronde la prima volta che la protagonista opta per la forza comunicativa delle immagini per manifestare le proprie convinzioni: nei giorni passati aveva esibito durante un photocall pure un ventaglio caratterizzato dalle tinte della resistenza palestinese, testimoniando una partecipazione al festival tutt’altro che passiva. Giunta a compiere quarant’anni, l’attrice sperimenta uno dei momenti più significativi del proprio percorso veneziano. Il debutto assoluto al Lido risale al 2011, quando vi giunse con Qualche nuvola. Quindici anni più tardi è riapparorsa sotto i riflettori con un ruolo inedito, incaricata di guidare gli spettatori nei passaggi istituzionali della manifestazione. Ciononostante, è proprio al di fuori del palco principale che ha generato uno degli episodi più memorabili. Un segno rosso sul volto, una mano tesa verso le telecamere e un monito impossibile da trascurare: perfino sul red carpet, dove tutto appare orientato all’esaltazione dell’estetica, si può trovare spazio per rammentare ciò che invoca ancora giustizia.