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Andrea Burello, dalla moda alla recitazione: obiettivi e ambizioni

DiMario Altomura

Ott 9, 2026
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Tra casting, set fotografici e preparazione artistica, Andrea Burello racconta la sua crescita professionale, le fonti d’ispirazione, il rapporto con l’immagine e le ambizioni per il futuro tra moda, cinema e televisione

Mettersi alla prova, uscire dalla propria zona di comfort e trasformare la passione per il mondo dello spettacolo in un percorso professionale serio e strutturato. È questa la direzione intrapresa da Andrea Burello, che guarda alla moda e alla recitazione con curiosità, ambizione e soprattutto con la consapevolezza che, per costruire un futuro in questo settore, servano impegno, preparazione e capacità di imparare da ogni esperienza.

Nel suo approccio non c’è soltanto il desiderio di apparire, ma la volontà di comprendere davvero il lavoro che si nasconde dietro un’immagine, un provino o un personaggio. Tra casting, shooting, preparazione sui set e attenzione alla propria immagine, Andrea Burello racconta un percorso ancora in costruzione, ma già caratterizzato da obiettivi chiari: fare esperienza, confrontarsi con nuove realtà e arrivare, passo dopo passo, a costruire il proprio spazio tra moda, cinema e televisione.

Andrea Burello, cosa ti ha spinto a intraprendere questo percorso nel mondo della moda e della recitazione?

Mi ha sempre attirato il mondo dello spettacolo, soprattutto la possibilità di esprimermi attraverso l’immagine e l’interpretazione. Ho deciso di iniziare questo percorso perché voglio mettermi alla prova, uscire dalla mia zona di comfort e capire fin dove posso arrivare. La cosa che mi piace maggiormente è che ogni esperienza rappresenta anche un’occasione per conoscere persone nuove, confrontarmi con realtà diverse e imparare qualcosa. Credo che sia proprio questo uno degli aspetti più stimolanti del percorso: non sentirsi mai completamente arrivati, ma continuare a crescere attraverso ciò che si vive.

C’è un artista o un modello di riferimento a cui ti ispiri o da cui trai maggiore ispirazione?

Ci sono diversi artisti che ammiro, ma più che cercare di imitare una singola persona, preferisco trarre ispirazione da caratteristiche diverse di ognuno. Mi piacciono gli artisti che riescono a essere riconoscibili, professionali e autentici, mantenendo sempre salda la propria personalità. Credo infatti che prendere ispirazione dagli altri sia importante, ma senza perdere la propria identità. Il mio obiettivo è imparare osservando chi ha già esperienza, cercando però di costruire nel tempo uno stile e un modo di esprimermi che siano realmente miei.

Come gestisci il tempo e lo stress tra i casting, i set fotografici e gli impegni quotidiani?

Cerco di organizzarmi con anticipo e di dare la giusta importanza a ogni impegno. Quando ho un casting o un lavoro, cerco di arrivare preparato e concentrato, senza farmi condizionare troppo dalla pressione.Non è sempre semplice conciliare tutto, ma penso che imparare a gestire bene il tempo sia fondamentale, soprattutto perché voglio continuare a portare avanti questo percorso mantenendo un equilibrio con la mia vita di tutti i giorni. La preparazione, secondo me, aiuta anche ad affrontare gli imprevisti con maggiore tranquillità.

Come descriveresti il tuo stile personale fuori dal set?

Direi che il mio stile è abbastanza semplice e sportivo, ma mi piace anche curare l’outfit e sperimentare. Dipende molto dalla situazione: durante la giornata posso essere più casual, mentre per un’occasione particolare preferisco un look più elegante. In generale cerco di indossare ciò che mi fa sentire a mio agio e che rappresenta al meglio la mia personalità. Penso che anche attraverso il modo di vestirsi si possa comunicare qualcosa di sé, quindi mi piace avere la possibilità di cambiare e provare soluzioni diverse.

Come vivi il rapporto con la tua immagine e come affronti le critiche fisiche o estetiche tipiche di questo settore?

Cerco di mantenere un rapporto equilibrato con la mia immagine. So che in questo settore l’aspetto fisico è importante, ma penso che non debba definire completamente una persona. Credo che dietro un’immagine debbano esserci personalità, carattere e capacità. Le critiche possono fare male, soprattutto all’inizio, ma cerco di fare tesoro di quelle costruttive per migliorarmi, senza farmi condizionare da ogni giudizio superficiale. Per me è importante riuscire a distinguere un’osservazione che può aiutarmi a crescere da un giudizio che invece non porta nulla di positivo.

Come ti prepari per entrare in un personaggio o per memorizzare un copione in poco tempo?

Prima di tutto cerco di comprendere a fondo il personaggio, la situazione in cui si trova e, soprattutto, cosa vuole comunicare attraverso le sue parole e i suoi gesti. Per me non avrebbe molto senso imparare semplicemente delle battute a memoria senza comprenderne il significato. Per memorizzare il copione lo divido in parti più piccole e provo a ripeterlo più volte, evitando di impararlo in maniera troppo meccanica. Credo che capire il senso profondo delle battute sia fondamentale, perché è proprio questo che aiuta a renderle più naturali e credibili durante l’interpretazione.

Hai mai frequentato corsi di dizione, teatro o espressione corporea? Qual è stata la lezione più utile che hai imparato?

Sto iniziando ad avvicinarmi a questo mondo e cerco di fare più esperienze possibili per crescere e acquisire nuovi strumenti. Una delle cose più importanti che sto imparando è che non basta ricordare le battute: bisogna saper utilizzare voce, espressioni e corpo per trasmettere un’emozione autentica. Credo che questa sia una delle basi imprescindibili per chi vuole fare recitazione. A questo proposito, ho svolto anche il corso Élite di Identity, che considero parte del mio percorso di formazione e di avvicinamento a questo ambiente.

Come reagisci di fronte a un rifiuto o a un “no” dopo un provino?

Cerco di non viverlo come un fallimento personale. So bene che in questo settore la scelta di un ruolo può dipendere da tantissimi fattori che non riguardano necessariamente il valore della persona o dell’attore. Preferisco considerare ogni provino come un’opportunità di crescita. Anche quando non vengo scelto, posso capire cosa migliorare, acquisire maggiore esperienza e presentarmi più preparato alla prossima occasione. Penso che imparare a gestire i rifiuti sia parte integrante di questo percorso.

Quali sono i tuoi obiettivi professionali per i prossimi due anni?

Nei prossimi due anni vorrei fare quanta più esperienza possibile, sia nella moda sia nella recitazione. Mi piacerebbe prendere parte a campagne pubblicitarie, shooting, spot e, se ne avrò l’occasione, lavorare anche nel cinema o nelle serie TV. Il mio obiettivo principale è radicarmi sempre di più in questo ambiente e costruire un percorso professionale serio, un passo alla volta. Non penso sia necessario avere tutto immediatamente: preferisco costruire una base solida attraverso le esperienze, la formazione e le opportunità che arriveranno.

Se dovessi scegliere tra un ruolo da protagonista in un film indipendente o una campagna per un grande brand di moda internazionale, cosa sceglieresti e perché?

Probabilmente sceglierei il ruolo da protagonista in un film indipendente, perché mi offrirebbe la possibilità di mettermi davvero alla prova come attore e di raccontare una storia profonda attraverso un personaggio. Sarebbe un’esperienza capace di mettere alla prova non soltanto la mia capacità di recitare, ma anche la mia sensibilità e il mio modo di interpretare una storia. Allo stesso tempo, però, una campagna per un grande brand di moda internazionale sarebbe un’opportunità straordinaria e non la prenderei certamente alla leggera. In definitiva, sceglierei l’esperienza che, in quel preciso momento, mi permetterebbe di crescere di più e di esprimere al meglio il mio potenziale.

Per Andrea Burello, il mondo dello spettacolo non è soltanto un sogno da inseguire, ma un percorso da costruire con metodo. La moda rappresenta uno spazio di espressione e confronto, mentre la recitazione offre la possibilità di mettersi ancora più profondamente alla prova, entrando in personaggi e storie diverse.

Il prossimo obiettivo è fare esperienza, accumulare strumenti e trasformare la curiosità iniziale in una professionalità sempre più consapevole. Tra shooting, casting, campagne e l’ambizione di arrivare sul set cinematografico, Andrea Burello sceglie di procedere senza scorciatoie, con la volontà di crescere un passo alla volta e, soprattutto, di mantenere autentica la propria identità lungo il percorso.

A cura di Nora Taylor
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