• 8 Settembre 2026 13:40

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La rinnovata scommessa di Bruno Vespa per l’autunno Rai

DiMario Altomura

Set 8, 2026
Bruno Vespa - Porta a Porta ph PressBruno Vespa - Porta a Porta ph Press

Il racconto delle dinamiche di palazzo e della società italiana torna protagonista nella seconda serata con una formula consolidata

Questa sera si riaprono i battenti di Porta a Porta, lo storico appuntamento televisivo che Giulio Andreotti ribattezzò come la «terza Camera dello Stato». Il giornalista Bruno Vespa taglia il traguardo della sua trentaduesima edizione al cospetto di un quadro politico che egli stesso definisce «effervescente», con una notevole quantità di materia destinata ad approdare al suo celebre tavolo. La trasmissione farà compagnia al pubblico di Rai1 fino al 27 maggio, mentre dal 21 settembre riprenderà la programmazione anche Cinque Minuti, prevista nel palinsesto fino all’11 giugno.

Il lavoro di squadra e i risultati d’ascolto

Nel presentare il nuovo ciclo di puntate, Bruno Vespa ha preso le mosse da una riflessione sul mestiere del giornalista maturata durante la Mostra del Cinema di Venezia: «Ho visto due film dedicati al nostro mestiere. Il conduttore ha il ruolo del frontman, ma la squadra è fondamentale». Il presentatore ha rivolto la propria riconoscenza alla redazione che collabora con lui, un gruppo determinante pure per il riscontro dell’ultima stagione, archiviata con il 9,40 per cento di share e una crescita di circa un punto rispetto all’anno precedente.

Il percorso nella storia politica secondo Paolo Corsini

Il traguardo delle trentadue stagioni equivale ad aver attraversato un segmento consistente della vicenda politica e televisiva italiana. Il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ha descritto Porta a Porta come «un rito» nonché «un luogo privilegiato di discussione e di racconto della vita politica e istituzionale». Dallo storico contratto con gli italiani firmato da Silvio Berlusconi nel 2001 fino ai confronti elettorali, il programma ha accompagnato passaggi ormai parte della memoria visiva nazionale.

Paolo Corsini riconosce a Bruno Vespa in particolare il talento di aver preservato la centralità della trasmissione rinnovandone con continuità il linguaggio. Una tendenza a «guardare sempre avanti» che ha propiziato pure la nascita di Cinque Minuti, scommessa dell’Approfondimento Rai che ha trasferito il metodo del giornalista in uno spazio considerevolmente più rapido.

Il principio di chiarezza e il ruolo di Cinque Minuti

Nonostante i cambiamenti, esiste un canone immutato a cui Bruno Vespa fa riferimento, riassunto nell’esigenza di «usare lo stesso linguaggio per Agnelli e per il suo cameriere». Una visione che racconta la sua idea di televisione, basata sulla linearità e sul rispetto dei telespettatori: «Si racconta tutto, non si trascura niente, ma sempre nel grande rispetto del pubblico che ci segue». In questo rapporto risiede la longevità di Porta a Porta, fedele alla richiesta degli spettatori di comprendere gli eventi mentre la cronaca varia andatura e i vertici della politica rinnovano volti e linguaggi.

Dal 21 settembre tornerà pure Cinque Minuti, formula che Paolo Corsini definisce con l’immagine di «un tweet televisivo che fa la differenza». A giudizio del direttore, l’abilità del conduttore di accogliere gli ospiti e metterli in risalto ha reso vincente un appuntamento dinanzi al quale «l’Italia si ferma per cinque minuti». Da questa sera il tempo a disposizione torna ad allungarsi. La porta più nota della politica televisiva italiana si riapre per la trentaduesima volta e, con una stagione definita effervescente dal padrone di casa, i temi da approfondire non mancano.