• 6 Marzo 2026 10:10

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Luca Foresi, un percorso di cinema e determinazione

DiMario Altomura

Gen 29, 2026
luca foresi 4

Un viaggio artistico che nasce da determinazione, passione e voglia costante di mettersi in gioco, tra set indipendenti, formazione continua e il sogno concreto di costruire una carriera nel mondo del cinema

Determinazione, passione e voglia costante di mettersi in gioco: sono questi i tratti che raccontano Luca Foresi, aspirante attore che ha già mosso i primi passi sul set tra cinema indipendente e produzioni girate all’Isola d’Elba. Con una formazione in continua evoluzione, l’amore per la recitazione e il sogno di affermarsi nel mondo del cinema, Luca ripercorre le tappe del suo percorso, le emozioni vissute davanti alla macchina da presa e le ispirazioni che guidano il suo viaggio artistico.

Come sono nati i tuoi primi passi nel mondo della recitazione e che ruolo hanno avuto le persone che ti hanno incoraggiato a credere nel tuo talento?

«Ho iniziato a recitare a scuola e da lì è nato il desiderio di approfondire questo mondo. Attualmente sto studiando monologhi e considero la formazione un aspetto fondamentale: è uno strumento indispensabile per crescere artisticamente e costruire un percorso solido anche a livello professionale.
Nessuno mi ha spinto direttamente verso questa strada, anzi: sono state le persone intorno a me a farmi notare una dote che forse non vedevo fino in fondo. Amici e parenti mi hanno sempre sostenuto e ci sono due persone in particolare a cui devo molto, per i consigli sinceri e l’incoraggiamento costante».

Quali ricordi porti con te dalle esperienze sul set all’Isola d’Elba e come ti prepari prima di affrontare la telecamera?

«All’Isola d’Elba ho girato tre film con Elba Production: Project FX56, Island Killer e Multiverso dei Tarocchi. In precedenza ho preso parte anche a Terra di nessuno di Ben Gazzara e ad altre produzioni come Il Barlume e Onde del passato con Anna Valle.
Ogni set è stato un’esperienza formativa. Prima di girare cerco sempre un forte autocontrollo: studio il personaggio, cerco di comprenderne le emozioni e il vissuto, mantenendo calma e concentrazione. La meditazione mi aiuta molto. Non parlerei di difficoltà, quanto piuttosto di emozione: stare davanti alla telecamera è sempre stato un sogno, e ogni volta lo vivo con grande rispetto».

In che modo i tuoi modelli artistici influenzano i ruoli che sogni di interpretare?

«I miei riferimenti sono attori come Van Damme, The Rock e Stallone, ma apprezzo molto anche diversi attori italiani. Mi affascinano i ruoli d’azione, ma non solo: mi piacerebbe lavorare in progetti legati alla scientifica o in film documentari.
Un’altra grande motivazione è mia figlia: l’idea di essere per lei una sorta di “supereroe” mi dà una spinta enorme. Il mio obiettivo è farmi conoscere e restare nel mondo del cinema, crescendo progetto dopo progetto».

Cosa significa per te “volere è potere” e come si inserisce nel tuo percorso artistico?

«Per me significa non smettere mai di provarci. Sono disposto a fare di tutto per migliorare: studiare, mettermi in discussione, persino strutturare un film o scrivere un libro se questo può aiutarmi a crescere.
Se non provi, non scoprirai mai se hai davvero una dote. Il cinema richiede amore e passione, e senza queste due cose non vai lontano. È un mondo magico e bellissimo, e io farei qualsiasi cosa per costruire una carriera. Anche qui devo ringraziare tre persone speciali che mi sono sempre state accanto».

Cosa ti hanno lasciato le esperienze in “Project FX56”, “Island Killer” e “Multiverso dei Tarocchi”?

«Sono state esperienze molto importanti, non solo dal punto di vista artistico ma anche umano. Ho avuto la possibilità di lavorare con persone come Franci Wild, Lorenzo Fecola, Cristina D’Elia e molti altri professionisti, imparando molto sul set.
Una delle mie principali ispirazioni resta Stephen Amell: mi riconosco molto nel suo percorso e nel suo modo di vivere la recitazione. Abbiamo diversi aspetti in comune e rappresenta per me un punto di riferimento concreto per il futuro».

Con i piedi ben piantati a terra e lo sguardo rivolto al futuro, Luca Foresi continua a coltivare il suo sogno con determinazione e rispetto per questo mestiere. Ogni esperienza, ogni set e ogni studio rappresentano per lui un tassello di crescita, non un traguardo definitivo. Il suo percorso è guidato da una convinzione semplice ma potente: credere in se stessi, lavorare con passione e non smettere mai di mettersi in gioco. Perché, come dimostra la sua storia, il cinema non è solo un obiettivo da raggiungere, ma un viaggio da vivere fino in fondo.

A cura di Nora Taylor
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