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Cinema italiano: chi ha paura di Iervolino?

DiMario Altomura

Nov 12, 2025
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Una frase attribuita a un dirigente scatena la bufera. L’Avv. Lo Foco scrive al Ministro Giuli parlando di violazioni della Costituzione e sentenze ignorate

“Quando c’è il nome di Iervolino, blocco tutto.” Questa frase, che testimoni interni al Ministero della Cultura attribuiscono a un dirigente di alto livello, sta per deflagrare nel mondo del cinema. È il punto centrale della denuncia formale inviata oggi dall’Avv. Michele Lo Foco, esponente del Consiglio Superiore della Cinematografia. I destinatari sono il Ministro della Cultura, On. Alessandro Giuli, e il Direttore Generale Cinema, Dr. Giorgio Carlo Brugoni. Lo Foco accusa il ministero di condotte discriminatorie e arbitrarie contro il produttore Andrea Iervolino. L’avvocato ipotizza la violazione di principi costituzionali e del diritto europeo su imparzialità e presunzione d’innocenza.

Un Blocco Totale e Ingiustificato

Secondo la lettera di Lo Foco, da più di un anno esiste un “blocco totale” e senza basi legali su ogni procedura amministrativa legata alle società di Iervolino. Questo “blocco Iervolino” impatta misure vitali come il Tax Credit Cinema e Audiovisivo. L’effetto è la paralisi per centinaia di lavoratori e per l’indotto. L’avvocato denuncia una palese disparità: altre società, benché sotto indagine, riceverebbero regolarmente i fondi pubblici. Ciò contrasterebbe con l’articolo 97 della Costituzione (imparzialità della Pubblica Amministrazione) e l’articolo 41 (libertà d’impresa).

L’Appello Dopo le Sentenze

La denuncia fa leva anche su sentenze emesse dal Tribunale di Roma (8 aprile e 23 ottobre 2025). I giudici avrebbero già certificato la regolarità contabile e gestionale delle società del produttore, definendo le accuse originarie come false e basate su documentazione manipolata. Lo Foco sottolinea che “nessun cittadino può essere trattato come colpevole senza una sentenza definitiva”. L’avvocato chiede quindi al Ministro Giuli di intervenire per ripristinare la regolarità, sbloccando il Tax Credit, e di avviare un’indagine interna. Un tale blocco selettivo, avverte, rischia di minare la credibilità dell’intero sistema Italia agli occhi degli investitori internazionali.

A cura della redazione

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