Spuntano i dettagli della telefonata e la ricostruzione della folle notte a Milano tra avvistamenti e l’intervento dell’Arma
Un momento di viva preoccupazione avrebbe spinto Stefano De Martino a richiedere l’intervento dei carabinieri nel pieno della notte a Milano. A ricostruire l’accaduto è la rivista Oggi, che aggiunge nuovi dettagli all’ipotesi di un inseguimento attribuito a Fabrizio Corona. Secondo quanto riportato, il timoniere del programma Affari Tuoi si trovava fermo a un semaforo rosso lungo Corso Sempione in sella alla sua moto quando ha incrociato una pattuglia dell’Arma. In quel momento avrebbe segnalato la condotta rischiosa di un automobilista alla guida di una Range Rover, manifestando anche il timore che l’uomo lo stesse pedinando. Il conduttore avrebbe riferito ai militari: «È un incosciente con una Range Rover che sta guidando in modo spericolato e ad altissima velocità». Una dichiarazione che avrebbe poi consentito alle forze dell’ordine di rintracciare e bloccare il veicolo.
I verbali dei carabinieri e la versione di Fabrizio Corona
Nella ricostruzione giornalistica emerge però un elemento particolare: negli atti ufficiali della pattuglia non figura il nome di Stefano De Martino, ma soltanto un riferimento generico a un motociclista che ha fornito informazioni utili agli agenti. L’episodio era inizialmente emerso dopo che Fabrizio Corona aveva condiviso sul proprio canale Telegram una versione dei fatti legata alla ricerca di persone che lo avrebbero aggredito nei giorni precedenti. Successive indiscrezioni della stampa hanno poi indicato nel volto televisivo il possibile bersaglio dell’inseguimento, sollevando interrogativi sulle reali cause dell’accaduto. In aggiunta, un collaboratore dell’ex re dei paparazzi avrebbe fatto riferimento alla creazione di uno scoop per un proprio format online, senza tuttavia fornire elementi sufficienti per chiarire l’obiettivo dell’operazione.
I dubbi sulle motivazioni e la sicurezza stradale
Al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali da parte dei diretti coinvolti capaci di fare luce sul reale motivo del presunto inseguimento, che rimane l’aspetto più oscuro della storia. Al di là del clamore suscitato dalla vicenda, l’elemento prioritario riguarda la sicurezza stradale e l’esigenza di verificare con precisione lo svolgimento dei fatti. Quando si parla di manovre azzardate e inseguimenti, distinguere tra voce di corridoio e fatto accertato diventa fondamentale, poiché la verità rimane la sola notizia che conta davvero.
