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Peppino di Capri, l’artista che ha fatto cantare l’Italia

DiMario Altomura

Lug 11, 2026
peppino di capri ph ig

Peppino di Capri ha attraversato oltre sessant’anni di carriera diventando uno dei protagonisti più amati della musica italiana. Dalle prime esibizioni al pianoforte quando era soltanto un bambino fino ai grandi trionfi nei festival e agli omaggi ricevuti negli ultimi anni, il suo percorso ha conquistato il pubblico di più generazioni con una voce inconfondibile e un repertorio che continua a emozionare milioni di persone

Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella, occupa un posto speciale nella storia della canzone italiana. Nato nel 1939, avrebbe compiuto 87 anni il 27 luglio. Il suo talento emerse in tenerissima età e lo accompagnò per tutta la vita, permettendogli di diventare uno degli artisti italiani più conosciuti e apprezzati anche all’estero. Eleganza, sensibilità musicale e capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità gli permisero di attraversare generazioni diverse, lasciando un patrimonio artistico destinato a restare vivo nel tempo.

Nel 2018 il prestigioso Teatro di San Carlo ospitò una serata speciale per celebrare i suoi 60 anni di carriera, un traguardo riservato a pochissimi interpreti. Lo spettacolo ripercorse le tappe fondamentali della sua lunga attività artistica. Gli ultimi anni della sua vita portarono però anche un grande dolore personale. La scomparsa della moglie Giuliana cambiò profondamente il suo equilibrio e le persone che gli rimasero accanto raccontarono quanto quella perdita avesse lasciato un segno indelebile.

Il cantante che rinnovò la tradizione napoletana

Dalla fine degli anni Cinquanta Peppino di Capri diede una nuova direzione alla canzone napoletana. Unì le melodie della tradizione con le sonorità del rock e del twist, creando uno stile personale che conquistò anche il pubblico più giovane. La sua voce, elegante e riconoscibile fin dal primo ascolto, richiamava l’atmosfera unica dell’isola di Capri, i paesaggi estivi, il fascino del mare e il romanticismo della celebre luna caprese.

Con il passare degli anni ampliò continuamente il proprio repertorio, passando con naturalezza dai ritmi del twist a interpretazioni sempre più raffinate. Brani come “Roberta” e “Champagne” entrarono nella storia della musica italiana e continuano ancora oggi a coinvolgere il pubblico di ogni età, confermando il loro straordinario valore artistico.

Gli esordi precoci e il successo nazionale

Il percorso musicale di Peppino di Capri iniziò molto presto. Ancora bambino mostrò uno straordinario talento al pianoforte e salì sul palco all’età di quattro anni davanti ai militari americani presenti sull’isola di Capri. Quel debutto rappresentò l’inizio di una carriera destinata a durare oltre sei decenni.

Negli anni successivi affinò la propria esperienza nei locali notturni di Capri e Ischia, dove il pubblico imparò subito a riconoscerlo grazie ai suoi caratteristici occhiali dalla montatura spessa e alle eleganti giacche di lamé. Nel 1958 arrivò il primo grande successo con “Malatia”, inciso insieme ai Rockers. Quel brano gli spalancò le porte della popolarità e diede inizio a una lunga serie di successi.

Successivamente pubblicò numerose canzoni destinate a diventare autentici classici della musica italiana. Tra queste figurano “Don’t Play That Song”, “Voce ‘e notte”, “Let’s Twist Again”, il disco più venduto della sua carriera, e “Nessuno al mondo”. Tutti questi brani accompagnarono gli anni del boom economico italiano e contribuirono a raccontare un periodo caratterizzato da entusiasmo, crescita e fiducia nel futuro.

I record tra Festival di Napoli e Sanremo

Nel 1970 Peppino di Capri conquistò l’ultimo Festival di Napoli grazie alla canzone “Me chiamme ammore”, aggiungendo un altro importante riconoscimento alla sua straordinaria carriera. Anche il Festival di Sanremo rappresentò una tappa fondamentale del suo percorso artistico. Il cantante partecipò infatti a quindici edizioni della manifestazione, stabilendo un record assoluto che confermò la sua incredibile continuità.

Le due vittorie arrivarono nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”. A questi trionfi si aggiunsero altri successi molto amati dal pubblico, come “Amare di meno”, scelta come sigla dello storico programma Rischiatutto, oltre a “Auguri” e “Il sognatore”. Durante tutta la sua carriera continuò inoltre a valorizzare la tradizione musicale napoletana, mantenendo sempre forte il legame con le proprie radici.

Nel 1965 raggiunse anche un traguardo unico: diventò l’unico cantante italiano a esibirsi sul palco che accolse i Beatles durante la loro storica tournée italiana. Quel momento consolidò ulteriormente la sua fama anche oltre i confini nazionali.

Gli omaggi che hanno consacrato una leggenda

Nel 2023 il Festival di Sanremo rese omaggio alla sua lunghissima carriera consegnandogli il Premio alla carriera. Amadeus gli affidò personalmente il riconoscimento, celebrando una vita dedicata interamente alla musica e al pubblico.

Nel 2025 arrivò un’altra importante consacrazione con “Champagne”, la fiction prodotta dalla Rai e diretta da Cinzia TH Torrini. L’attore Francesco Del Gaudio interpretò il celebre artista raccontandone la lunga storia umana e professionale. La produzione permise anche ai più giovani di conoscere il percorso di uno dei grandi protagonisti della musica italiana. Nello stesso periodo il suo ingresso nella Hall of Fame confermò definitivamente il valore di un interprete che continuerà a vivere attraverso le sue canzoni e il ricordo lasciato nella cultura musicale italiana.

A cura di Nora Taylor
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