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Nicole Kidman: “Lo devo a mia madre”. L’annuncio commovente

DiMario Altomura

Apr 14, 2026
Nicole Kidman ph IGNicole Kidman ph IG

Dopo un evento drammatico vissuto lontano da casa, la star decide di dedicarsi a una missione di conforto per le persone in difficoltà

Una nuova prospettiva sta guidando il percorso privato di Nicole Kidman, che ha recentemente manifestato l’intenzione di operare come doula della morte. Questa evoluzione interiore dell’attrice australiana è scaturita a seguito di un evento doloroso che ha profondamente scosso i suoi equilibri: la scomparsa della madre, Janelle Ann Kidman, avvenuta nel settembre 2024. Proprio mentre la star si trovava al Festival di Venezia per ritirare la Coppa Volpi ottenuta grazie alla sua interpretazione nel film Babygirl, si è trovata a gestire un lutto privato in un momento di grande riconoscimento professionale. La sensazione di non essere stata pienamente presente accanto alla madre nei suoi istanti finali ha generato in lei il desiderio di colmare quella solitudine che spesso accompagna il fine vita, offrendo supporto a chi affronta questa fragilità universale.

Il ruolo e la missione della doula della morte

Durante un recente intervento presso l’Università di San Francisco, la diva ha spiegato di aver avviato una specifica formazione per diventare una death doula. Questa figura, già consolidata nei Paesi anglosassoni e in crescita in Europa, non svolge compiti di natura clinica o medica, bensì si dedica interamente al supporto umano dei pazienti terminali attraverso l’ascolto e il conforto. L’obiettivo è quello di costruire uno spazio di vicinanza, aiutando le persone a dare forma ai propri ultimi giorni e alleggerendo al contempo il peso emotivo che grava sulle famiglie. Per Nicole Kidman, questa scelta rappresenta una vera e propria chiamata etica, nata dalla consapevolezza dei limiti provati personalmente durante l’assistenza alla madre.

Una nuova consapevolezza tra carriera e vita privata

La visione dell’attrice si concentra sull’importanza di sedersi accanto a qualcuno senza alcuna fretta o pregiudizio, restituendo dignità e calore a un passaggio dell’esistenza spesso avvolto dal silenzio. Sebbene la sua carriera a Hollywood prosegua con i ritmi consueti dei set cinematografici, la Kidman sembra voler affiancare alla propria immagine pubblica una traiettoria più invisibile e profondamente umana. Questo impegno non viene descritto come una fuga, ma come una restituzione silenziosa volta a trasformare una ferita personale in un gesto di vicinanza per gli altri. Attraverso questa sensibilità, sospesa tra spiritualità laica e ascolto, l’attrice intende offrire una presenza costante che resti accanto a chi soffre fino all’ultimo respiro.

A cura della redazione

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