• 8 Febbraio 2026 6:18

Vip SETTIMANALE

Il gossip e l'informazione della settimana

Golden Globe 2026: vincono emozione, musica e talento

DiMario Altomura

Gen 12, 2026
Chalamet profilo IG Golden globeChalamet profilo IG Golden globe

Los Angeles celebra talento, visione e nuovi equilibri

Hollywood inaugura la stagione dei premi sotto il cielo luminoso di Los Angeles e rilancia con decisione il racconto del suo presente. L’83ª edizione dei Golden Globes mette in scena un’industria creativa vitale, ambiziosa e in continuo mutamento, capace di guardare al futuro senza dimenticare il valore delle sue stelle storiche. Tra tappeti rossi scintillanti, interventi studiati e un ritmo serrato, la serata costruisce un manifesto di stile, identità e spettacolo, segnando il primo passo concreto verso gli Oscar.

Il cinema impone storie forti e autori centrali

Il grande schermo trova i suoi emblemi in Una battaglia dopo l’altra e Adolescence, titoli che raccolgono quattro riconoscimenti ciascuno e diventano il cuore simbolico dell’annata cinematografica. Hamnet di Chloé Zhao conquista il Golden Globe come miglior film drammatico e affascina grazie alla performance intensa e raffinata di Jessie Buckley, che domina ogni scena con sensibilità e profondità emotiva. Lo sguardo internazionale emerge con forza attraverso L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, che ottiene il premio come miglior film internazionale e consacra Wagner Moura come miglior attore protagonista, grazie a un’interpretazione carica di tensione e carisma.

Commedia, ritmo e protagonisti amati dal pubblico

Il tono brillante di Una battaglia dopo l’altra conquista pubblico e critica e regala a Paul Thomas Anderson i premi per regia e sceneggiatura, mentre Teyana Taylor si impone come miglior attrice non protagonista. La commedia illumina il palco con Timothée Chalamet, che vince come miglior attore per Marty Supreme, e con Rose Byrne, premiata per If I Had Legs I’d Kick You. Nei ruoli di supporto, Stellan Skarsgård spicca per Sentimental Value e rafforza il valore del racconto corale con una presenza autorevole ed elegante.

Musica, animazione e televisione guidano la serata

La musica assume un ruolo centrale grazie a Ludwig Göransson, che vince il Golden Globe per la miglior colonna sonora con I peccatori, film che conquista anche il riconoscimento per i migliori incassi. L’animazione trova il suo momento di gloria con KPop Demon Hunters, che ottiene anche il premio per la miglior canzone originale con Golden. La televisione risponde con grande forza: The Pitt domina tra le serie drammatiche e premia Noah Wyle e Rhea Seehorn, mentre The Studio guida la categoria comedy con Seth Rogen e con la conferma di Jean Smart per Hacks. Adolescence trionfa come miglior miniserie e valorizza Stephen Graham, la giovanissima rivelazione Owen Cooper ed Erin Doherty, mentre Michelle Williams vince come miglior attrice per Dying for Sex. La notte celebra anche la comicità diretta di Ricky Gervais con Mortality e il mondo dei podcast grazie a Good Hang with Amy Poehler.

Tra ovazioni, eleganza senza tempo e immagini destinate a restare, i Golden Globes raccontano una Hollywood che cambia linguaggio ma non perde il gusto dello spettacolo. La corsa agli Oscar parte ufficialmente da qui, e il cinema torna a prendersi il centro della scena.

A cura di Martina Marchioro

Leggi anche:Amore, business e menzogne: il racconto feroce di Corona