• 8 Febbraio 2026 6:27

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Fernando Proce festeggia 60 anni: un compleanno indimenticabile

DiMario Altomura

Gen 16, 2026
Compleanno Fernando Proce PH Sergio SepielloCompleanno Fernando Proce PH Sergio Sepiello

Fernando Proce ha festeggiato i suoi 60 anni trasformando il compleanno in uno show fuori dagli schemi, confermando quanto la radio sia ancora oggi il centro della sua vita e della sua identità professionale, come raccontato in un’intervista concessa a Novella 2000

Per il traguardo dei 60 anni, Fernando Proce – storica voce di R101 e conduttore di Procediamo – ha scelto una festa che assomigliasse più a un vero spettacolo che a un semplice gala, come riportato da Novella 2000. Proce, considerato da Paolo Salvaderi «il dj più amato in Italia» e tra i nomi più influenti della radio europea, ha voluto accanto a sé amici di lunga data, volti dello spettacolo e colleghi del mondo radiofonico.

La serata si è svolta al 55 di via Piero della Francesca a Milano, locale di proprietà del medico Giovanni Macrì, e ha colpito tutti per l’ingresso scenografico del conduttore, che ha scelto di presentarsi su un palco facendosi portare dentro una bara, quasi a voler esorcizzare il passare del tempo e il traguardo anagrafico appena raggiunto. Proce ha infatti ammesso con ironia: «La celebrazione di questo evento è stata molto ironica (…), ma d’altronde siamo degli eterni Peter Pan, non ci accorgiamo che il tempo passa velocemente».

Una vita dedicata alla radio

Nell’intervista a Novella 2000, Proce ripercorre una carriera interamente consacrata alla radio, iniziata da bambino: «Sono entrato a 10 anni, in un programma per bambini, e ci sono rimasto per 50». In questi decenni, racconta di aver cantatoscritto e sperimentato diversi ruoli, senza mai perdere quell’energia che ancora oggi considera il suo motore principale.

Il bilancio di questo traguardo è, nelle sue parole, decisamente positivo: «Tutto straordinario e meraviglioso, come un bel film. Tant’è vero che ne faremo uno…». Nonostante mezzo secolo trascorso dietro al microfono, Proce sottolinea che «non è cambiato nulla: c’è ancora lo stesso entusiasmo», a conferma di un rapporto con il mezzo radiofonico che definisce quasi vitale.

Il film, i progetti e la festa lunga tre giorni

Tra i progetti che prenderanno forma nel 2026, Proce anticipa a Novella 2000 un film ispirato alla sua storia, a cui sta lavorando da un paio d’anni. «Siamo alla fase del cast e stiamo completando la sceneggiatura. È un film ispirato alla mia storia», spiega, raccontando la vicenda di un bambino del Sud Italia “rapito” dalla radio, ostacolato da chi non comprende il valore di quel sogno e costretto a confrontarsi con dolore e frustrazione.

Anche i festeggiamenti per i 60 anni riflettono l’idea di spettacolo che da sempre accompagna il suo lavoro: «I festeggiamenti sono durati addirittura tre giorni», rivela Proce. Alla cena erano presenti circa 200 invitati, tra cui le figlie, che lo hanno emozionato con parole particolarmente toccanti, e una lunga serie di ospiti sul palco, da Cristina D’Avena al sassofonista Piero Billeri, definito da Proce «il mio braccio destro musicale».

La radio come “unico elemento che lo tiene vivo”

Nonostante i riconoscimenti e l’etichetta di conduttore più amato, Proce mantiene un profilo di umiltà professionale«Io sono un umile addetto ai lavori. Ho questa particolarità rispetto agli altri: sono il più giovane dei vecchi, come Linus e Marco Galli, decani della radio». Aggiunge di non sentirsi influente, ma ribadisce quanto la radio resti centrale nella sua vita: «La radio è l’unico elemento che mi tiene vivo».

Guardando al futuro del mezzo, sottolinea come oggi i contenuti radiofonici vengano spesso confusi con i podcast, ma ribadisce che per fare vera radio servono preparazione musicale, cultura generale, positività e, soprattutto, la capacità di diventare un amico per l’ascoltatore«Il conduttore radiofonico deve essere un amico. Una persona di cui ti fidi», spiega, ribadendo anche la sua gratitudine verso il pubblico: «Quando raggiungi questo traguardo, 50 anni di radio, non puoi che ringraziare chi ti ha accompagnato e sostenuto fino ad oggi in questo lungo viaggio».