Sul palco dell’Eurovision, Sal Da Vinci ha regalato all’Italia uno dei momenti più emozionanti dell’intera edizione 2026
La prima semifinale della 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest ha scritto i suoi primi verdetti dalla WienerStadthalle di Vienna, consegnando dieci nazioni alla finale del 16 maggio e regalando al pubblico europeo uno dei momenti più intensi della serata: l’esibizione di Sal Da Vinci, l’artista napoletano che ha trasformato il suo ingresso sul palco in un autentico atto di identità culturale.
I dieci Paesi qualificati dalla prima semifinale
Sotto la conduzione di Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, quindici nazioni si sono contese un posto nell’atto finale della competizione. Il televoto ha sancito la qualificazione di Grecia, Finlandia, Belgio, Svezia, Moldavia, Israele, Serbia, Croazia, Lituania e Polonia. Restano invece fuori dalla corsa al titolo Portogallo, Georgia, Montenegro, Estonia e San Marino, le cui speranze si chiudono qui. La mappa della finale comincia così a prendere forma, in attesa che la seconda semifinale completi il quadro dei contendenti.
Sal Da Vinci e “Per sempre sì”: il momento simbolo della serata
Già qualificato di diritto grazie all’accesso diretto garantito all’Italia, Sal Da Vinci non era in gara per un pass, eppure è riuscito a prendersi tutta la scena. La sua “Per sempre sì” è stata presentata come un piccolo teatro d’emozioni: accanto a lui una ballerina in abito da sposa e, nel finale, la gonna trasformata in un imponente tricolore italiano srotolato davanti alla platea viennese. Nessun artificio ridondante, nessuna provocazione studiata a tavolino — solo una messa in scena essenziale, costruita sulla forza di un brano già radicato nell’affetto del pubblico e su una presenza scenica capace di comunicare con il linguaggio più universale: quello dell’emozione diretta. Il gesto del tricolore ha scatenato applausi immediati e un’ondata di reazioni sui social, confermando quanto l’esibizione avesse colpito nel segno.
La tensione cresce verso la finale di sabato
Intervistato a caldo dopo l’esibizione, Sal Da Vinci ha confessato di aver affrontato la serata con una certa serenità, consapevole di avere già il posto in tasca per la finale, ma di sentire adesso montare la tensione per il grande appuntamento di sabato. È proprio in questa dichiarazione che si legge la cifra della sua partecipazione a questa edizione: mentre la gara selezionava i suoi finalisti, l’Italia aveva già trovato il suo momento simbolico. A Vienna, nella notte in cui l’Eurovision 2026 ha dato il via alla corsa al titolo, il calore più autentico non è venuto dalla classifica, ma da quell’abbraccio collettivo di un’intera arena intorno a un tricolore aperto sul palco.
