• 9 Giugno 2026 10:03

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Eurovision: grandi sorprese e colpi di scena per l’atteso verdetto

DiMario Altomura

Mag 16, 2026
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Dietro le quinte dello spettacolo dell’anno, dove la combinazione tra giuria e pubblico promette un finale del tutto imprevedibile

È arrivato il momento della finalissima dell’Eurovision Song Contest 2026, una serata in cui la musica smette di essere solo intrattenimento per trasformarsi in sfida pura e condivisione emotiva tra venticinque Paesi pronti a giocarsi tutto sul palco. Dalla Wiener Stadthalle di Vienna prende vita uno degli appuntamenti televisivi più seguiti dell’anno, una sequenza di esibizioni che ricompone un vero mosaico europeo tra voti, aspettative e possibili sorprese. A raccontare l’evento per l’Italia saranno Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi, incaricati di accompagnare il pubblico in una serata dove ogni dettaglio può fare la differenza.

L’Italia e la posizione strategica di Sal Da Vinci

L’Italia si presenta con Sal Da Vinci e il brano Per sempre sì, collocato in una posizione chiave della scaletta: la numero ventidue. Una collocazione nel segmento finale, subito dopo Cipro e prima della Norvegia, che storicamente può rivelarsi decisiva quando l’attenzione è al massimo e i voti diventano meno prevedibili. Ad aprire la serata sarà la Danimarca, mentre a chiudere toccherà all’Austria, Paese ospitante, in venticinquesima posizione, in un crescendo studiato per mantenere alta la tensione fino all’ultimo momento.

I favoriti e le sorprese della vigilia

Tra i protagonisti più attesi spicca la Finlandia, in gara al diciassettesimo posto con una proposta considerata tra le più solide, insieme alla Grecia, sesta in ordine di uscita, e all’Australia, ottava, tornata in finale con una performance che ha conquistato pubblico e giuria. La seconda semifinale ha definito il quadro con l’ingresso di Bulgaria, Ucraina, Norvegia, Australia, Romania, Malta, Cipro, Albania, Danimarca e Cechia. Da segnalare la continuità dell’Ucraina, sempre qualificata, e il ritorno dell’Australia, mentre ha sorpreso l’assenza della Svizzera, fuori dalla finale dopo otto partecipazioni consecutive.

Una finale aperta fino all’ultimo voto

In un contesto così dinamico, la Romania emerge come possibile outsider, pronta a inserirsi in una competizione dove le gerarchie restano incerte. L’ordine di uscita costruisce già una narrazione, con Francia, Regno Unito e Svezia nella parte centrale e i Paesi più competitivi alla ricerca del momento perfetto per lasciare il segno tra scenografie e performance. Nel rush finale si gioca spesso tutto, e qui si inserisce l’Italia con la sua identità melodica e l’interpretazione di Sal Da Vinci, chiamato a rendere *Per sempre sì* un passaggio riconoscibile. Alla fine resterà un solo vincitore, ma prima del verdetto l’Eurovision continuerà a raccontare un’Europa fatta di lingue, stili e sensibilità diverse, fino a quando la musica avrà già detto tutto.